«È davvero un peccato che SNCF possa penalizzare le persone che viaggiano con i loro animali domestici, pur essendo completamente in ordine e prendendo tutte le precauzioni», ha detto Camille.
La risposta di SNCF
Contattata dai media francesi, la SNCF ha difeso il proprio personale. La compagnia ha chiarito che la multa «non era dovuta semplicemente al miagolio del gatto», ma anche ai reclami dei passeggeri e al rifiuto di passare a un'altra carrozza nonostante i posti disponibili.
«I nostri responsabili dei treni hanno proposto un posto nella carrozza successiva, che era quasi vuota», ha detto un portavoce della SNCF. «Questa semplice soluzione avrebbe potuto risolvere le tensioni con altri viaggiatori».
La società ha aggiunto che contatterà Camille per «chiarire ogni malinteso» e che riesaminerà l'ammenda come parte del processo formale di contestazione.
Un caso che colpisce un nervo scoperto
La storia ha suscitato un ampio dibattito online, con molti che si sono chiesti se il comportamento naturale di un animale debba giustificare una multa quando il proprietario ha seguito tutte le regole. Camille ha formalmente contestato la sanzione e afferma che non salirà su un altro treno finché la SNCF non risponderà.
L'incidente evidenzia il rapporto spesso complesso tra compagnie di trasporto, animali domestici e altri passeggeri, soprattutto quando entrano in gioco stress, rumore e diversi livelli di tolleranza.
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