Passeggera multata di 110 euro sul treno francese perché il suo gatto miagolava
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Passeggera multata di 110 euro sul treno francese perché il suo gatto miagolava

Una coppia in viaggio da Parigi a Vannes è stata multata di 110 euro dopo che il loro gatto Monet ha miagolato sul treno, nonostante avesse un biglietto per animali domestici. La SNCF afferma che la multa è derivata dai reclami dei passeggeri.

HHolyDog Desk·4 sept.·3 min de lecture·18k vues

Un gatto di nome Monet e un costoso viaggio in treno

Giovedì 21 agosto 2025, Camille e Pierre sono saliti su un treno Parigi-Vannes di mezzogiorno con il loro gatto Monet. Come previsto dal regolamento SNCF, avevano acquistato un biglietto per animali domestici da 7 euro e avevano messo il gatto in un apposito trasportino da viaggio.

Ma Monet, inabituato al rumore del treno, miagolò durante la prima parte del viaggio. Secondo Camille, «All'inizio miagolava un po' e, dopo che un passeggero si è lamentato, il controllore ci ha multato».

La multa: 110 euro, citata per «disturbo dell'ordine pubblico».

Reclami di altri viaggiatori

La contravvenzione ufficiale affermava che il gatto «non smetteva di miagolare» e che «diversi passeggeri» avevano presentato reclami. Il controllore ha chiesto a Camille di passare a un'altra carrozza, ma lei ha rifiutato, spiegando che era già nel posto assegnato con un biglietto adeguato per il suo gatto.

La situazione è degenerata fino a diventare quella che SNCF ha descritto come una questione di «tensione tra passeggeri». Per la giovane coppia, tuttavia, la punizione sembrava una grave esagerazione.

«È davvero un peccato che SNCF possa penalizzare le persone che viaggiano con i loro animali domestici, pur essendo completamente in ordine e prendendo tutte le precauzioni», ha detto Camille.

La risposta di SNCF

Contattata dai media francesi, la SNCF ha difeso il proprio personale. La compagnia ha chiarito che la multa «non era dovuta semplicemente al miagolio del gatto», ma anche ai reclami dei passeggeri e al rifiuto di passare a un'altra carrozza nonostante i posti disponibili.

«I nostri responsabili dei treni hanno proposto un posto nella carrozza successiva, che era quasi vuota», ha detto un portavoce della SNCF. «Questa semplice soluzione avrebbe potuto risolvere le tensioni con altri viaggiatori».

La società ha aggiunto che contatterà Camille per «chiarire ogni malinteso» e che riesaminerà l'ammenda come parte del processo formale di contestazione.

Un caso che colpisce un nervo scoperto

La storia ha suscitato un ampio dibattito online, con molti che si sono chiesti se il comportamento naturale di un animale debba giustificare una multa quando il proprietario ha seguito tutte le regole. Camille ha formalmente contestato la sanzione e afferma che non salirà su un altro treno finché la SNCF non risponderà.

L'incidente evidenzia il rapporto spesso complesso tra compagnie di trasporto, animali domestici e altri passeggeri, soprattutto quando entrano in gioco stress, rumore e diversi livelli di tolleranza.

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