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Un’associazione denuncia il calvario degli animali sfruttati per intrattenere i turisti a Bali

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Le attrazioni per turisti che sfruttano gli animali purtroppo sono largamente diffuse, in particolare in Asia. Bali, Lombok, Isole Gili… Tutte destinazioni paradisiache che si rivelano un inferno, quando le guardiano da un altro punto di vista.

 

Fonte: World Animal Protection

 

L'associazione World Animal Protection ha condotto un'indagine su 26 attrazioni turistiche che sfruttano gli animali nel 2017. E tra tutte si contano più di 1500 specie, tra cui delfini, elefanti, orangontanghi… e il report finale che l'associazione ha pubblicato fa accapponare la pelle.

 

Fonte: Wolrd Animal Protection

 

Condizioni di vita deplorevoli, mancate cure, violenze, mutilazioni… questi animali sopportano un vero e proprio calvario per il piacere dei turisti. I denti dei delfini vengono limati o rimossi per evitare ogni rischio di morso. Gli elefanti sfruttati nelle passeggiate sono sottoposti a un allenamento disumano a base di coercizione e maltrattamenti. Gli orangotanghi rimangono in catene per giornate intere, privati di ogni tipo di interazione sociale.

 

Fonte: Wolrd Animal Protection

 

Gli animali vengono strappati da giovanissimi dalle loro madri e dal loro habitat naturale, per poi essere "educati" in condizioni indicibili, per essere sfruttati per il mero profitto. Steve Mclavor, presidente dell'associazione World Animal Protection, spiega:

 

È un vero peccato che Bali, una delle destinazioni più belle e gettonate dai turisti, costringa questi animali alla cattività e a subire delle condizioni così orribili e grottesche. 

 

Fonte: Wolrd Animal Protection

 

 

I turisti sono indirettamente responsabili di questa situazione. Continuando a pagare per queste attrazione, partecipano allo sfruttamento degli animali. Perché la regola è sempre la stessa: senza domanda, l'offerta si annulla.

 

Ecco perché è importante evitare questo tipo di attrazioni, partendo da un principio molto semplice. Se potete interagire con l'animale, toccarlo, prenderlo in braccio o scattarvi una foto con lui, state partecipando alla sua sofferenza. Gli animali, come avviene in molti santuari e rifugi onesti, possono solo essere osservati a una debita distanza se non li si vuole far soffrire.

 

Fonte: World Animal Protection

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Andrea A.