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Un uomo è stato condannato con la massima pena per aver defenestrato il suo cane

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Nel febbraio 2018, Attila, un  cucciolo Amstaff di otto mesi ha incontrato una morte prematura e brutale: dopo aver passato mesi a prenderlo a calci, o a picchiarlo con pugni e un martello, il suo padrone l'ha lanciato fuori dalla finestra del suo appartamento al terzo piano nella periferia di Parigi. Il cucciolo non è riuscito a sopravvivere alle ferite e il suo padrone, che ha 19 anni, è stato condannato a metà maggio.

 

"Attila è morto per una grave emorragia"

 

Attila viveva con il suo padrone, la sua compagna e il cane di lei. I due cani erano spesso picchiati e malnutriti. Attila era stato accolto qualche giorno da un amico della coppia, per secondo lui "proteggerla", poichè temeva per la vita della piccola cagnolina.

 

amstaff

 

Quel giorno, il suo padrone ha picchiato ancora una volta Attila, per poi buttarla giù dalla finestra del suo alloggio. Gli avvocati della Fondazione 30 Millions d'Amis – parte civile in questa faccenda – raccontano:

 

Dei testimoni che si trovavano all'esterno hanno sentito i colpi e le urla della cagnolina che ha pianto fino alla morte. Attila è morta a causa di un'emorragia interna alla milza e ai reni dovuta a un calcio o perchè colpito da un oggetto.  

 

L'altro cane di casa, una cagnolina di due anni sembra avere avuto la stessa vita difficile poichè, come hanno messo in luce degli esami veterinari, ha molte cicatrici di morse sulle orecchie e sulle zampe. Probabilmente ha partecipato a combattimenti tra cani.

 

Richiesta la massima pena

 

Giudicato con rito abbreviato, il giovane non sembra essersi pentito del gesto. Secondo la sua versione dei fatti, dietro alla morte dell'Amstaff ci sarebbero degli spacciatori.

 

Tuttavia, un sms inviato dalla sua compagna alla madre prova che è stato lui a uccidere il cucciolo.

 

L'ha buttata dalla finestra, stava già così male.

 

L'uomo è stato condannato alla massima pena per "crudeltà verso gli animali". Passerà quindi due anni in prigione, dovrà pagare una multa e non potrà più possedere animali per tutta la vita.

 

L'altro cane è stato affidato a una famiglia in attesa di adozione e anche la sua padrona sarà giudicata in tribunale prima della fine del 2018.

 

Per la Fondazione 30 Millions d'Amis, l'applicazione della massima pena è una vittoria. Come spiega la sua presidentessa, Reha Huttin:

 

Ogni anno, la Fondazione 30 Millions d’Amis si costituisce parte civile in più di 250 vicende. E tra tutti questi processi, sono pochi i magistrati che non esitano a dare il massimo della pena! 

 

 

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Victoria Bach