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Un laboratorio inglese è accusato di aver condotto esperimenti illegali su 180 000 topi

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Secondo un comunicato stampa rilasciato dal Ministero degli Interni inglesi e pubblicato sul giornale  The Telegraph l'1 aprile 2018, un laboratorio ha utilizzato durante un esperimento un numero di topi molto più alto di quello autorizzato dalla legge.

 

La licenza, concessa al laboratorio gli permetteva di utilizzare circa 120 000 topi, durante uno dei suoi esperimenti. Tuttavia sono stati quasi 180 000 topi i topi nati, topi che hanno poi preso parte agli esperimenti.

 

 

Fonte : Alamy

 

Nonostante questo sgarro, il laboratorio ha ricevuto solo una lettera di richiamo senza l'obbligo di sospendere gli esperimenti. Secondo gli scienziati coinvolti nel progetto incriminato, l'eccedenza è stato causata da un errore nella gestione dei dati.

 

Questo problema di gestione del laboratorio non ha avuto un impatto solo sui topi. Secondo il comunicato stampa, ci sono altri errori da segnalare. Ad esempio, un primate è stato lasciato in un incubatrice dopo un'operazione, ed alcuni roditori sono morti di fame o di sete, dopo essere stati "dimenticati". Altri, infine, sono morti asfissiati nelle loro gabbie private di ventilazione.

 

Fonte : istock

 

Infine, una cattiva circolazione di notizie interna è costata la vita a 74 pulcini, dopo che sono stati lasciati per 65 ore senza acqua o umidità.

 

Numeri che hanno scatenato la collera di Jan Creamer, presidente dell'associazione  National Anti-Vivisection Society :

 

Un fallimento di questa portata nel tenere e accudire in maniera consona degli animali utilizzati per la ricerca è allarmante e pone delle domande sulla conformità delle procedure utilizzate e sulla sofferenza che subiscono le cavie. 

 

Fonte : M. Keller

 

 

Come spiegato nella sezione che affronta il delicato argomento, la legge afferma che “benché sia auspicabile sostituire nelle procedure l’uso di animali vivi con altri metodi che non ne prevedano l’uso, l’impiego di animali vivi continua ad essere necessario per tutelare la salute umana e animale e l’ambiente”.

 

Necessità che riflette il pensiero della maggior parte della comunità scientifica, che sottolinea come la scelta di un animale da laboratorio non sia tuttavia casuale – dipende da fattori complessi, tra cui la condivisione del patrimonio genetico umano, o la predisposizione naturale a sviluppare la malattia -, e che il suo utilizzo sia tutelato, e pertanto limitato, dalla legge: la ricerca sugli animali deve sempre essere giustificata provando che "lo scopo della procedura non può essere raggiunto" se non attraverso il suo utilizzo.

 

Argomentazioni alle quali le associazioni che si battono per i diritti degli animali ribattono affermando che una ricerca etica senza animali è possibile.

 

Nel nostro Paese, l'associazione LAV si batte da anni chiedendo l'implementazione di metodi sostitutivi e un maggior impegno da parte delle istituzioni. Se vuoi essere parte di questa missione e approfondire l'argomento, ti invitiamo a recarti qui.

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Andrea A.