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Un’inchiesta shock di PETA Asia rivela l’orrore dietro l’industria del mohair

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Attenzione. Immagini forti. 

 

Un'inchiesta recentemente rilasciata da PETA Asia rivela gli orrori dietro all'industria di mohair in Sud Africa. Sbattute per terra, mutilate e spesso sgozzate vive, le capre allevate per la loro lana sono vittime di violenze estreme in moltissimi allevamenti del paese.

 

Dopo queste rivelazioni agghiaccianti, numerosi marchi di prêt-à-porter hanno manifestato tutta la loro indignazione e hanno deciso di ritirare dalle loro collezioni, tutti gli articoli contenenti mohair.

 

mohair peta asieFonte : PETA France

 

"Un circolo di sofferenze"

 

Se nell'immaginario di tutti la tosatura è un'operazione indolore, le immagini di questo video mostrano tutto il contrario, pubblicando le immagini delle torture inflitte alle capre angora, tosate due volte all'anno perché il loro sotto pelo setoso possa essere sfruttato dall'industria della moda.

 

Trainate per le zampe, le corna o anche la coda, questi animali vengono maneggiati con una tale violenza che la sofferenza è pane quotidiano in questi allevamenti in Sud Africa. L'inchiesta, le cui immagini sono state girate in 12 aziende di capre angora del paese, rivela degli animali terrorizzati, sbattuti per terra o da una parte all'altra dell'allevamento, senza la minima cura.

 

mohair peta asieFonte : PETA France

 

Nel video, si vedono gli allevatori sedersi sulle capre che dimenandosi tentano di sfuggire alla tosatura. Le urla di dolora risuonano nei locali dell'orrore, dove gli animali vivono in attesa di essere torturati. I più giovani, tosati per la prima volta, urlano di doloro, impotenti di fronte a questi aguzzini, chiaramente indifferenti alla loro condizione.

 

Gli arieti e le capre il cui vello è spesso ricoperto di escrementi, chiaro indizio di un evidente carenza di cure, sono semplicemente immersi a forza in una soluzione disinfettante, la testa spinta verso il fondo della vasca. Un allevatore interrogato sulla pratica ha dichiarato che spesso porta all'avvelenamento degli animali.

 

I tosatori pagati a volume

 

Se le condizioni di tosatura sono così terribili è anche a causa del fatto che i tosatori sono pagati in funzione del volume che tosano. Questa remunerazione basata sul rendimento li incita a fare il loro lavoro di fretto, e negligentemente.

 

mohair peta asieFonte : PETA France

 

Diventa difficile quindi mettere in campo delle politiche per proteggere gli animali o stilare un codice di condotta per proteggere le capre e gli arieti. I tosatori, avidi di profitto, diventano totalmente insensibili alle loro sorti, e questo spiega le pratiche barbariche.

 

"urlano di dolore e si rotolano per terra"

 

Ma le sofferenze si vedono anche sotto altri aspetti. Le capre sono marcate alle orecchie con delle pinze da tatuaggio che gli provoca un dolore inteso, il tutto senza anestesia.

 

mohair peta asieFonte : PETA France

 

Un allevatore ha anche ammesso che "semplicemente tagliano" le orecchie alle capre quando si infettano.

 

Un altro ha raccontato d'aver partecipato a un'operazione a un torace effettuata con un coltello smussato, per tentare di far rientrare un ascesso sul corpo di una capra.

 

Morte a migliaia

 

L'inchiesta realizzata da PETA Asia rivela anche delle cifre da brividi. Sembrerebbe che il 25% delle capre muoia prima della prima tosatura, che in genere avviene a 6 mesi dalla nascita, a causa delle deplorevoli condizioni in cui vivono.

 

Inoltre, un gran numero di capre muore subito dopo la prima tosatura, perché questa pratica le priva del loro isolante naturale. Gli animali sono quindi esposti al vento freddo e alla pioggia, e non hanno generalmente un posto dove ripararsi.

 

mohair peta asieI resti di una capra uccisa mentre era ancora cosciente – Fonte : PETA France

 

Un'allevatore ha anche rivelato che una volta, durante un solo weekend, 40 000 capre avevano perso la vita a causa delle intemperie.

 

Quelle che sopravvivono vengono sfruttate per 5 o 6 anni, prima di essere rivendute in modo sommario nei retrobottega o nei macelli dove gli impiegati non esitano a colpirle con scariche elettriche violente e a sgozzarle o a sventrarle ancora vive.

 

L'industria del mohair ha le ore contate

 

Dopo queste rivelazioni, i grandi gruppi dell'industria del prêt-à-porter come Arcadia Group (Topshop, Gap Inc.), H&M, o anche Inditex (Zara), hanno rinunciato ad utilizzare il mohair nei vestiti che mettono in vendita. Una decisione ad effetto immediato.

 

mohair peta asieFonte : PETA France

 

Considerato come un prodotto complementare dell'industria della carne, è molto probabile diventi solo un lontano ricordo delle vetrine di questi negozi presenti ai quattro angoli del pianeta.

 

Potete anche voi boicottare questa industria dell'orrore leggendo le etichette dei vestiti che provate nei negozi. Se vedete la scritta "mohair" PETA vi invita a riporre l'articolo e a boicottare l'insegna che propone questo tipo di vestiti.

 

Il video dell'inchiesta realizzato da PETA Asia:

 

 

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Emilie Blanc