In loro difesa

Traumatizzata fin dai primi anni di vita, questa mamma è costretta ad avere un cucciolo di cui non può occuparsi

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Seeni, un'elefantessa di 23 anni, ha vissuto un'esistenza piena di prove e di difficoltà. Nel 1970, all'età di 2 anni, la sua famiglia è stata decimata durante una campagna di abbattimento selettivo guidata dalle autorità del Sudafrica,nel parco nazionale di Kruger. Il governo voleva proteggere in questo modo la vegetazione e la biodiversità, come racconta il sito amercano The Dodo.

 

Fonte: Pittsburgh Zoo & PPG Aquarium

 

Durante lo sterminio, non sono state fatte differenze tra animali: tanto le femmine quanto i maschi sono stati massacrati, senza nessuna ragione. Will Anderson, membro dell'associazione In Defense of Animals, spiega:

 

C'è stato un periodo in cui gli specialisti dicevano che non erano gli umani, ma gli elefanti a costituire un problema per la fauna selvaggia. Per questo motivo, hanno condotto delle camoagna di abbattimento brutali. Quella a cui ha assistito Seeni, continua a tormentarla ancora oggi. 

 

Fonte: Jeff Gagliardi

 

Il dottore Toni Frohoff, membro dell'organizzazione e specialista del comportamento animale, conferma questa situazione e stima che Seeni abbia subito un trauma profondo, che si è ripercosso su tutta la sua esistenza.

 

Fonte: Pittsburgh Zoo & PPG Aquarium

 

Dopo la morte della sua famiglia, l'elefantessa è stata trasportata in una riserva naturale privata del Botswana, dov'è stata costretta a trasportare dei turisti. Sucessivamente, è stata trasportata in un altra riserva, dove veniva utilizzata come macchina da riproduzione. Seeni è così rimasta incinta, ma il suo cucciolo è morto 3 mesi dopo essere stato messo alla luce. Secondo Will Anderson, non c'è da stupisrsi. Infatti, continua.

 

La sua assenza di istinto materno non è affatto sorprendente, se consideriamo il fatto che è diventata orfana a due anni, senza nessuna nozione del comportamento materno e degli elefanti più in generale. 

 

Fonte: Pittsburgh Zoo & PPG Aquarium

 

Nel 2011, Seeni è stata mandata all' International Conservation Center (ICC), che appartiene a sua volta allo zoo di Pittsburgh, in Pennsylvania (Stati Uniti). Uno degli obiettivi principali dell'ICC, è di fare riprodurre gli elefanti. Purtroppo però, in tutti questi anni i loro sforzi si sono rivelati invani.

 

Fonte: Pittsburgh Zoo & PPG Aquarium

 

Nel 2015, con l'inserimento di un elefante maschio, Jackson, le cose sono cambiate e Seeni è rimasta di nuovo incinta. Secondo Toni Frohoff, la decisione dello zoo, che afferma di aver agito nell'interesse della specie, è invece un gesto assolutamente irresponsabile.

 

Il fatto che fossero a conoscenza che [Seeni] avesse fatto morire un suo cuccuiolo, è la prova che l'esperienza vissuta da questa elefantessa le ha lasciato un trauma profondo. Si sarebbero dovuti chiedere se questo animale fosse adatto o no a riprodursi. 

 

Fonte: Pittsburgh Zoo & PPG Aquarium

 

Agli occhi della specialista, lo zoo stava agendo secondo il proprio vantaggio personale. Will Anderson concorda:

 

L'ICC è un'istituzione molto costosa… milioni e milioni di dollari sono stati investiti per permettergli di poter mantenere la promessa di avere un centro dove far riprodurre gli elefanti. [il cucciolo di Seeni] è il primo a nascere da quando è stato aperto il centro nel 2006. Erano sotto pressione, erano pronti a tutto per mantenere la promessa. 

 

Il 31 maggio 2017, Seeni ha dato vita a una piccola femmina prematura, senza bisogno di aiuto. L'equipe medica è intervenuta a cose fatte. Seeni, incapace di produrre latte, è stata separata dalla sua cucciola, che è stata trasferita nello zoo di Pittsburgh. Purtroppo, la piccola si è presto ammalata e non è più riuscita a mangiare. Nonostante questo, lo zoo continua a mostrarla al pubblico, in segno di un grande bisogno di farsi pubblicità.

 

Fonte: Pittsburgh Zoo & PPG Aquarium

 

Il 30 agosto 2017, i veterinari hanno deciso di abbattere la piccola di Seeni, la cui salute stava peggiorando. Secondo Toni Frohoff, la sola soluzione possibile per l'elefantessa è di essere mandata in un rifugio su misura per elefanti.

 

Per aiutare questi mastodontici animali a vivere nel loro habitat naturale, potete fare una donazione all'associazione David Sheldrick Wildlife Trust.

 

Fonte: The Dodo

 

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