Storie appassionanti

Tornano in mare le cinque tartarughe Caretta Caretta dell’Acquario di Genova

ADVERTISING

Evento straordinario quello di ieri, domenica 13 maggio, quando sulla spiaggia ad uso dell'Esercito Italiano in corso Italia a Genova, cinque tartarughe Caretta Caretta sono state rilasciate in mare dopo aver passato alcuni mesi in cura presso il centro veterinario dell'Acquario di Genova.

 

Un evento pubblico che ha riunito sulla spiaggia ligure una folla desiderosa di salutare per un'ultima volta Zelda, Ariel, Tosca, Ciliegia e Primavera, insieme a personalità politiche ed esperti dell'Acquario, che hanno raccontato la storia di queste cinque tartarughe, come sono state salvate e di cosa si occupa il centro di riabilitazione che da anni accoglie e accudisce gli esemplari salvati dal nostro mare.

 

Arrivate in periodi diversi e per ragioni diverse, queste cinque testuggini hanno però in comune il destino, quello di essere vittime della negligenza dell'uomo, che inquina e maltratta il mare, senza davvero conoscere le conseguenze disastrose che le sue azioni hanno sugli animali che lo abitano.

 

La prima ad arrivare al centro è stata Zelda, il 13 ottobre scorso. La poverina pesava solo 15,3 chili per una dimensione di 49 centimetri di lunghezza e 44 di larghezza. Aveva ingerito reti e lenze che le avevano causato una polmonite che lentamente la stava uccidendo. Salvata da un pescatore nella diga del porto di Genova, è stata portata al centro dell'Acquario e ora, di nuovo in salute, è pronta a tornare in mare.

 

Due giorni dopo il suo arrivo, direttamente da Savona è arrivata Ariel, anemica e stremata dai parassiti e sanguisughe. Grazie alle cure apportate dagli esperti del centro, i parametri ematici di Ariel sono tornati nella norma e con un peso di 38,3 kg è pronta a tornare in mare.

 

 

Tosca invece, recuperata nel porto di Livorno, in Toscana il 28 agosto, pesava solo 14 chili per 50 cm di lunghezza e 47 di larghezza. Aveva ingerito una lenza di 115 cm che passava dalla bocca alla cloaca. Viste le condizioni critiche, è stata trasferita all'Acquario di Genova, grazie a una perfetta collaborazione tra la regione Toscana e Liguria, e dopo tre mesi, è riuscita ad espellere la lenza e a tornare in salute.

 

Ciliegia era stata trovata durante una regata il 6 aprile a Sanremo, e Primavera infine, era stata accidentalmente catturata dalle reti di un peschereccio il 21 marzo e aveva la polmonite. Entrambe accudite dal centro, hanno atteso fino a ieri di tornare libere

 

Come riporta il sito Genova Post, l'assessore per la Difesa del Suolo della Regione Liguria Giacomo Giampedrone ha dichiarato durante l'evento in spiaggia:

 

Il nostro plauso va a tutti i soggetti che hanno consentito l’intervento di recupero e di salvataggio delle tartarughe e in primis all’Acquario di Genova che è il referente istituzionale per Regione Liguria per l’ospedalizzazione delle Caretta caretta, in base ad un accordo Stato-Regio. Un riconoscimento importante di cui siamo orgogliosi che ci fa riflettere su quanto l’ambiente sia fondamentale per la salvaguardia della vita e anche per la promozione turistica.

 

Continua poi:

 

Tutto questo però non ci basta: è fondamentale fare un passo avanti ogni giorno, anche nei confronti delle giovani generazioni, per informare sull’importanza della sostenibilità ambientale e sulla sensibilizzare ai cambiamenti climatici, operando attraverso azioni di mitigazione. La nostra presenza qui oggi ci parla anche dell’importanza di operare contro le estinzioni, difendendo le specificità degli animali che contribuiscono a mantenere l’intero ecosistema. Allora un grande in bocca al lupo a Zelda, Ariel, Tosca, Ciliegia e Primavera per il nuovo viaggio che stanno per compiere.

 

 

Firmate le dimissioni solo due giorni prima, le cinque tartarughe sono dotate di targhetta identificativa e microchip per futuri controlli. E con una folla festante accorsa a salutarle sulla spiaggia, già ce le immaginiamo che nuotano felici nel nostro mare.

 

Fonte: Genova Post/La Zampa.it

 

ADVERTISING

About the author

Giulia Preci