In loro difesa

Questo “delizioso” caffè nasce dalla tortura di animali. E nessuno lo sa

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Il Kopi Luwak è un caffè di origine indonesiana considerato tra i più rari e costosi del mondo. Nel 2013, stando a quanto pubblicato dal Time, il costo di una tazzina di questa bevanda oscilla tra i 30 e i 100 $ a New York.

 

Ma la sua produzione cela una ben triste realtà: la tortura di un piccolo mammifero, il Luwak. Un recente studio ha dichiarato che l'animale è pressoché scomparso in natura nell'arcipelago indonesiano a causa del suo sfruttamento finalizzato alla produzione di caffè.

 

civette-café-6Fonte: @Dailycoffeenews

 

Per capire il motivo di tale prestigio, è necessario risalire al 18° secolo. All'epoca, i colonizzatori olandesi presenti in Indonesia sviluppano le coltivazioni di caffè, ma vietano agli schiavi che lavorano nelle piantagioni di raccogliere o consumare i chicchi.

 

Tuttavia, non avevano fatto i conti con un mammifero notturno presente nella regione di Luwak, ghiotto consumatore. Poiché l'organismo dell'animale non riesce a digerire completamente i chicchi, lascia dietro di sé degli escrementi contenenti le fave, intatte.

 

 

Gli indigeni incominciano a raccogliere quest'ultime, le lavano per poi produrre clandestinamente del caffè. Una volta digerite dall'animale, i chicchi assumerebbero un'aroma unico, privo del retrogusto amaro, che gli vale l'incredibile successo.

 

Solo di recente il prodotto è diventato famoso in Occidente: nel 2003, le sue qualità vengono decantate dall'influente presentatrice Oprah Winfrey durante il suo show televisivo, e la sua degustazione appare nella lista delle cose da fare prima di morire nel film The Bucket List  (« Non è mai troppo tardi », in italiano), con Morgan Freeman e Jack Nicholson. Sfortunatamente, questo successo è sinonimo di sfruttamento e maltrattamento animale.

 

A pack of Kopi Luwak, IndonesiaFontce: @Yummiplanet

 

Per far fronte alla domanda crescente, i Luwak vengono trattenuti in cattività in condizioni terribili, spesso denutriti. Una piantagione di caffè di Luwak si basa sulla cattura e sfruttamento di diversi decine di questi mammiferi.

 

Nella quasi assenza di igiene, gli animali sopravvivono in minuscole gabbie, separati gli uni dagli altri, costretti a consumare nient'altro che dei chicchi di caffè, che contengono solo una minima parte delle sostanze nutritive richieste dalla loro alimentazione.

 

Stando all'associazione 30 millions d'amis, 16 piantagioni si sono sviluppate a Bali negli ultimi 5 anni, due delle quali trattengono gli animali in prigionia non per fini produttivi ma turistici.

 

Per questo motivo, la World Animal Protection ha lanciato una campagna che invita i consumatori ad acquistare solo il caffè prodotto in aziende che seguono un metodo di allevamento etico. La ONG ha anche denunciato la promozione fatta da TripAdvisor di certi allevamenti-lager, presentati come siti turistici.

 

An ad for a free tasting of Kopi Luwak, Ubud, BaliFonte: @Yummiplanet

 

Poiché risulta difficile esercitare controlli e verifiche sul trattamento riservato a queste piccole creature su scala industriale, il nostro invito è di evitarne la consumazione.

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