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Nuova inchiesta shock in un allevamento di maiali destinati alla produzione del prosciutto di Parma

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Lunedì 26 marzo, l'associazione italiana Lega Anti Vivisezione, pubblica un'inchiesta video dove vengono mostrate le condizioni negli allevamenti di maiali destinati alla produzione del Prosciutto di Parma, San Daniele e Toscano DOP oltre a violazioni multiple del benessere animale.

 

Le immagini sono state girati tra dicembre 2017 e febbraio 2018 in 6 allevamenti diversi. Questa inchiesta è stata realizzata anche grazie al supporto delle associazioni francesi Eurogroup for Animals, WELFARM, La Fondazione Brigitte Bardot e L214.

 

Le scrofe in gabbia e i maialini castrati col fuoco

 

L'inchiesta si apre con le immagini degli stabilimenti che ospitano le scrofe in gestazione e in seguito le scrofe con i loro porcellini appena nati.

 

enquete jambon

 

Le scrofe sono rinchiuse ognuna dentro una gabbia di contenimento. La gabbia è così stretta che le scrofe non riescono a girarsi o a spostarsi. Possono solo sdraiarsi per allattare i loro piccoli.

 

Le norme di igiene non sono rispettate in questi stabilimenti, e si vedono ratti spostarsi tra le varie gabbie dove spesso e volentieri le scrofe sono ferite o mal tenute.

 

enquete elevage truie

 

Una scrofa emaciata e molto debole agonizza in mezzo alle altre senza che venga fatto niente per accudirla.

 

Come nella maggior parte degli allevamenti di maiali, i porcellini vengono castrati a fuoco e gli viene tagliata la coda. Queste pratiche possono portare a degli ascessi che finiscono con paralizzare totalmente le zampe posteriori.

 

La coda e i testicoli dei porcellini sono poi gettati in dei container insieme alla placenta e ai cadaveri dei porcellini non sopravvissuti al parto. Una pratica che esiste purtroppo anche in altri allevamenti europei, come rivela la testimonianza di un ex impiegato.

 

Maiali allevati tra i cadaveri

 

Una volta svezzati, i maiali destinati alla produzione del prosciutto di Parma vengono spostati in altre gabbie dove le condizioni non sono certo migliori.

 

jambon de parme enquete

 

Si vede nel video un maiale che scivolando si è ritrovato dentro una mangiatoia, girato a pancia in su che non riesce a rigirarsi. Un altro ha una grave ernia addominale. Se non verrà curata, porterà alla torsione degli organi, molto dolorosa per l'animale.

 

Molti soffrono anche di prolapsus rettale e sembra non ricevano cure, e questo può portarli alla morte sul lungo termine.

 

enquete elevage italie

 

Inoltre, i maiali che non riescono a sopravvivere a queste estenuanti condizioni non vengono ritirati dalle gabbie quando muoiono e restano parecchi giorni nei corridoi o in mezzo agli altri animali. Finiscono poi per essere stipati nel cortile degli allevamenti, coperti parzialmente da un telo.

 

I maiali vivi sono talmente stipati nelle gabbie che non hanno tutti accesso sufficiente all'acqua, mangiano in mangiatoie sporche e urinano gli uni sugli altri.

 

65% del prosciutto DOP in Italia viene prodotto così

 

Il regolamento per la produzione del prosciutto di Parma DOP precisa che gli allevamenti devono "garantire il benessere animale".

 

mauvaises conditions elevages

 

 

I prosciutti di Parma, San Daniele e Toscano rappresentano il 65% della produzione di prosciutto DOP o IGP in tutta Italia. Il consorzio del prosciutto di Parma ha ucciso più di 1 800 000 maiali nel 2016.

 

Una situazione che le associazioni non riescono ad accettare, anche in seguito alla premiazione di Parma come miglior città italiana in materia di qualità nella produzione alimentare dalla Fondazione Qualivita. Ed è anche sede dell'Autorità europea della sicurezza degli alimenti.

 

Una petizione europea che coinvolge il lavoro di 60 associazioni che lottano per il respetto del benessere animale è stata lanciata dall'Eurogroup for Animals. Questa campagna, chiamata End Pig Pain (fermiamo le sofferenze dei maiali) è già stata firmata da più di 500 000 persone e chiede una applicazione severa della legislazione europea sul benessere dei maiali.

 

Potete guardare l'intera video-inchiesta qui sotto. (attenzione immagini forti) [link in francese]:

 

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Giulia Preci