In loro difesa

Nocciolina, la cagnolina che è stata pugnalata 7 volte con un coltello

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Il 26 settembre 2017 Soumia, 36 anni, si è presentata davanti al tribunale di Evry, Essone (Francia). Solo tre giorni prima, aveva colpito 7 volte con un coltello il suo cane Nocciolina, come racconta il giornale francese Le Parisien.

 

La giovane donna, che in passato era stata una senzatetto, viveva con un amico a Corbeilles-Essone, dove condivideva l’appartamento con sette cani. Quella sera Soumita, che stava seguendo una terapia per uscire dall’alcolismo, ha ceduto e ha bevuto mezza bottiglia di rum. Quando il cane ha cominciato ad abbaiare, la donna, preoccupata dalle lamentele dei vicini, non è riusicta a controllarsi.

 

 

La donna spiega:

 

Sono uscita e ho afferrato il primo che ho visto, non so perché proprio Nocciolina, sarebbe potuto essere anche Eden. 

 

A quel punto, ha colpito più volte la cagnolina con un coltello, tenendola ferma dentro alla vasca da bagno. Come spiegherà poco dopo ai poliziotti, non voleva che “il sangue finisse ovunque”. La lama di 24 cm ha provocato delle gravi lesioni alla povera cagnolina, che è comunque riuscita a mordere la donna e a scappare.

 

La polizia, che è stata avvisata dai vicini preoccupati dai rumori, ha immediatamente arrestato Soumia. Dall’alcol test, è riusultato che aveva 1,25 g di alcol nel sangue. Nocciolina è stata portata d’urgenza da un veterinario, dove ha subito diversi interventi. Ora, la sua vita non è più in pericolo. La piccola è stata consegnata alla Protezione Animali, che si è presentata come parte civile al processo giudiziario.

 

Davanti al tribunale, Soumia ha affermato fermamente di non aver mai fatto del male agli animali prima di allora:

 

Avevo bevuto, non so che cosa mia sia preso, non capisco. Anche da ubriaca, non mi era mai capitato di diventare violenta con i miei cani. 

 

Tuttavia, ha confessato che le è capitato di togliere il cibo ai cani, per “punirli”. La presidentessa del Tribunale, colpita da questa affermazione, ha chiesto all’interrogata se pensasse che i cani fossero in grado di comprendere una punizione tale. Souma ha risposto:

 

Credo di sì, sono abbastanza grandi per capire. 

 

Soumia ha chiesto scusa per il suo comportamento, che lei stessa ha definito imperdonabile. Ovviamente, questo non è stato sufficiente affinché potesse scappare una sanzione. Infatti, è stata condannata a 12 mesi di carcere, di cui con la condizionale, e le è stato imposto il divieto di possedere animali per due anni. Questa restrizione, purtroppo, non riguarda i cani dell’amico che ospitava la donna, alla quale è stata anche prescritto un trattamento sanitario obbligatorio.

 

In Italia, l’artciolo 544-bis del Codice Penale prevede una pena dai 2 mesi ai 4 anni di reclusione con una pena fino ai 30 000 per chi compie animalicidio. Una pena insufficiente se si pena alle sanzioni riservate ad altri delitti.

 

Imagine di copertina : Le Parisien / Fonte: Le Parisien

 

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Elena Tinti