Storie appassionanti

Vittima di maltrattamenti, questa cagnolina “aggressiva” aveva troppa paura anche di una carezza

Gipsy, una giovane San Bernardo, è stata salvata un anno fa da un canile-lager di Bari grazie all'intervento dell'associazione Passione San Bernardo.

 

Quando una volontaria di Modena, Maria, viene a conoscenza della sua storia attraverso un post online è incapace di abbandonare la quattro zampe al suo destino.

 

Gipsy viveva rinchiusa in un canile fatiscente da ormai un anno, dopo essere stata trovata per strada.

 

gipsy-san-bernardo-1

 

Luigi, il marito della volontaria, si offre di percorrere l'Italia per andare a recuperarla.

 

Ad attenderlo un cane denutrito, il cui strato di pelle sottile lascia intravedere il torace e il corpo scheletrico, con addosso i segni delle violenze accumulate in anni di abbandono per strada.

Tuttavia, a colpire il volontario è il suo atteggiamento: la cagnolina è terrorizzata dalla presenza umana.

 

Invitata con un calcio a lasciare il canile da uno dei dipendenti, Gipsy fugge da qual luogo privo di speranza diretta al Rifugio la Cuccia e il Nido.

 

in pensione privata ad un mese dal recupero

 

Le visite mediche provano l'assenza di malattie, e confermano che il suo cattivo stato è dovuto a incuria e maltrattamenti.

 

La cagnolina teme al tal punto la vicinanza di veterinari e volontari da chiudere gli occhi quando le si avvicinano per curarla o lavarla. Un riflesso di difesa ereditato da anni di percosse e abusi da parte degli umani.

 

Per farla familiarizzare con l'ambiente, i volontari cercano portarla a passeggio. Inutilmente. Gipsy si sente minacciata dal guinzaglio e li distrugge a morsi.

 

A causa delle cicatrici psicologiche del passato, l'associazione è consapevole di quanto la sua adozione rappresenti una sfida.

 

a casa della volontaria Elisa

 

La prima famiglia che si offre di adottare Gipsy è costretta a restituirla al rifugio dopo poche settimane. Incapace di integrarsi con gli altri cani e gatti di casa, Gipsy esterna quella che viene definita come aggressività, ma che in realtà è il terrore di essere picchiata e soffrire.

 

Nelle settimane che seguono, la volontaria Elisa si impegna a portare la San Bernardo presso un educatore cinofilo e l'accoglie nella propria a casa per abituarla a un ambiente casalingo. Per il cane vissuto per anni in uno stato di allerta e pericolo, ogni nuovo rumore lo terrorizza: un piatto che cade, il campanello che suona, una pentola che sbatte…

 

Sforzi ricompensati quando Alessandra, madre di famiglia appassionata da cani, si offre di accoglierla nella propria famiglia.

 

gipsy con mamma Alessandra

Consapevole delle problematiche di Gipsy, la donna è determinata a darle quella possibilità che non ha mai avuto nella vita.

 

Nessuno potrà cancellare il passato di abusi, ma vedere Gipsy oggi passeggiare serena al fianco della sua nuova umana e degli altri compagni di zampa sembra la promessa di un futuro sereno.

 

gipsy con aurora

 

Per aiutare i cani come Gipsy ad avere una chance nella vita, potete sostenere l'associazione Passione San Bernardo recandovi qui.

 

NB: E' bene ricordare che non esistono cani aggressivi, tutto dipende dall'educazione e dal trattamento che viene riservato all'animale.

 

Fonte e Immagini: Passione San Bernardo

 

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