Storie appassionanti

L’emozione di un San Bernardo, rinchiuso per 2 anni in un terrazzo, quando scopre la neve per la prima volta

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La neve è sinonimo di felicità per un San Bernardo.

 

Riuscite quindi ad immaginare quale emozione abbia provato Roccia, un cucciolo appartenente a questa razza, quando scopre la soffice materia bianca dopo quasi due anni trascorsi nel terrazzo di un'abitazione?

 

8.

 

Ad un angusto spazio di cemento si riduce la vita del San Bernardo nel primo anno e mezzo di vita. Nell'impossibilità di offrirgli uno spazio più ampio, la sua precedente famiglia lo rinchiude nel terrazzo di casa.

 

Come ricordano i vicini, anche quando le temperature esterne erano particolarmente elevate durante la stagione più calda, il cane restava in quell'angolo di cemento a lui riservato.

 

Nonostante la pena che suscitava la sua vista ai passanti, Roccia non ha mai dato segni di sofferenza, accettando il compromesso della mancanza di un giardino con la presenza di una famiglia.

 

Ed è quando quest'ultima viene a mancare che inizia il periodo più doloroso per il quattro zampe.

In seguito al divorzio, nessuno prende in custodia Roccia.

 

10.

 

Sconsolato e affranto, viene abbandonato nella casa ormai vuota per giorni, fino a quando qualcuno toccato dalla sua situazione non richiede l'intervento della Onlus Passione San Bernardo, specializzata nel recupero di cani vittime di abusi e abbandono.

 

Dal momento del suo recupero, la prima tappa obbligatoria è la clinica veterinaria, dove una visita approfondita dichiara il cucciolo in perfetta forma, se non per la borsite ai gomiti, tuttavia curabile.

 

L'adozione, quindi, era per lui possibile fin da subito. Tuttavia, quando una famiglia originaria di Prato si presenta presso il Parco Rifugio La Cuccia e il Nido per conoscerlo, i volontari dell'associazione procedono con i controlli di routine prima di approvare l'adozione, con grande disappunto del San Bernardo.

 

io e Lucia

 

Come ricordano i volontari presenti al momento dell'incontro, il cane aveva intuito che il quartetto composto da madre, padre e i due figli, che aveva guidato per 1300 km per conoscerlo, rappresentavano la promessa del calore ormai perduto di una famiglia.

 

3.

 

Ma alla fine, l'attesa dà i suoi frutti: si trattava delle persone giuste. Roccia li avrebbe raggiunti presso il rifugio Alpino Poggio di Petto, sull'appennino tosco-emiliano, dove oggi vive la vita a tutta coda circondato dall'affetto dei suoi umani, degli asinelli, una capretta e altri tre cani.

 

Le foto non lasciano dubbi sulla ritrovata felicità di Roccia, soprattutto quando la sua nuova esistenza viene imbiancata da un po' di neve.

 

Per vedere con i vostri occhi l'emozione di Roccia la prima volta in cui affonda le zampe nella neve, cliccate qui sotto:

 

 

Se oggi Roccia conosce una seconda possibilità nella vita, è grazie all'impegno della Onlus Passione San Bernardo. Per conoscere il suo operato e sostenerla, potete recarvi qui.

 

Fonte & Fonte Immagini: @Passione San Bernardo

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