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Le 15 vittorie più belle per gli animali nel 2016

Il 2016 l'ha ribadito: ai quattro angoli del pianeta, i difensori della causa animalista sono determinati a far sentire la loro voce. Nonostante le battaglie da vincere restino numerose, l'anno che è ormai giunto al termine dimostra che le cose avanzano.

 

Ecco le 15 vittorie che hanno segnato il 2016:

 

1. Carrefour, Lidl, Monoprix, Sodexo… 10 grandi marchi rinunciano alle uova di gallina allevate in gabbia

L214-poules-pondeuses-elevage-super-u-1Fonte: L214

 

Circa 50 dei 60 miliardi di animali da reddito allevati nel mondo sono galline. Molte associazioni hanno ribadito che rappresenta una priorità far riconoscere miglior condizioni di detenzioni. Nel 2016, grandi marchi si sono impegnati a rinunciare alle uova delle galline allevate in gabbia:

 

  • Cinque giganti della grande distribuzione: Carrefour, LidlMonoprixAldi.
  • Due gruppi alberghieri: Accor Hotels (Sofitel, Mercure, Novotel, Ibis, HotelF1, ecc.) e Intercontinental Hotels Group (Crowne Plaza, InterContinental e Holiday Inn).
  • Tre leader della ristorazione: Sodexo, Elior e Compass Group.
  • Una nota marca di alimentari: Michel e Augustin.

Vittorie segnate grazie alla determinazione della Open Wing Alliance che unisce nella lotta contro gli allevamenti delle galline in gabbie numerose associazioni.

 

2. Uno dei mercati di carne di cane più grandi al mondo chiude i battenti

Fonte: Reuters/Kim Kyung Hoon

 

Nella Corea del Sud, il Moran Market, uno dei più grandi mercati di carne canina al mondo, vieta la distribuzione di carne di cane. E' il comune di Seongnam, la città dove risiede il mercato nella Corea del Sud, che ha annunciato la notizia lo scorso 13 dicembre. Ogni anno, dal 1960, più di 80 000 cani venivano venduti, vivi o morti.

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3. La casa di moda Giorgio Armani vieta le pellicce nella sue collezioni

armani-fourrure-coverFonte: Pierre Verdy / AFP & Vegactu

 

Lo scorso marzo, il gigante della moda Armani ha bandito ufficialmente le pellicce da tutte le collezioni future. Una decisione frutto delle negoziazioni tra il colosso del lusso e le associazioni animaliste Humane Society InternationalFur Free Alliance (un gruppo che riunisce nella causa comune 40 organizzazioni).
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4. La corrida viene esclusa dal patrimonio culturale francese

onu-corrida-recommendation-1Fonte: Ekaterina Myshenko- Fotolia.com

 

Il 28 luglio, il Consiglio di Stato francese ha respinto la richiesta delle associazioni pro corrida che domandavano l'annullamento della radiazione della corrida dall'elenco del patrimonio culturale francese, decretato dalla Corte amministrativa di Parigi nel giungo 2015. Un'importante vittoria per la causa animalista che corona una battaglia legale durata cinque anni sostenuta dalla CRAC Europa (Comitato radicale anti-corrida) e Droits des Animaux (Diritti degli animali, in francese).

 

5. Gli Stati Uniti vietano di tritare i pulcini maschi

Fonte: AnimalEquality

 

Lo scorso 9 giugno, la pressione esercitata dall'associazione animalista The Humane League ha ottenuto i risultati sperati e i produttori di uova statunitensi hanno annunciato che rinunceranno alla pratica di triturare i pulcini maschi, inutili. Bisognerà attendere il 2020 perché la pratica sparisca completamente. "I consumatori devono sapere che acquistando le uova, anche di galline allevate all'aria aperta, sostengono questa pratica", ha sottolineato il portavoce dell'associazione britannica Animal Aid.
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6. Il marchio OVS conferma il NO alle pellicce nelle sue collezioni

ovs-fur-ban-coverFonte: PaoloMoretti/FineArt

 

Alla fine di novembre, il noto marchio di abbigliamento ha confermato la sua adesione agli standard della LAV e Fur Free Fundation. Nei negozi OVS, le collezioni saranno prive di pellicce, piume e qualunque materiale implichi lo sfruttamento o la sofferenza animale.

 

La LAV e la Fur Free Alliance hanno applaudito OVS Spa per avere assunto pubblicamente una posizione contro lo sfruttamento degli animali, un tema  condiviso dalla maggioranza degli italiani, come conferma annualmente anche Eurispes. 

 

7. La prima inchiesta parlamentare sui mattatoi in Francia

Fonte: L214

 

In seguito ai numerosi scandali rivelati dall'associazione francese L214, l'Assemblea nazionale francese ha accettato di istituire una commissione d'inchiesta parlamentare.

 

I sopralluoghi che ne seguono nei mattatoi dei vicino d'oltralpe hanno portato a proporre un progetto di legge finalizzato a una maggiore trasparenza, controlli più frequenti e sanzioni più severe per tutte quelle strutture ritenute colpevoli di maltrattamento nei confronti degli animali da reddito. Tra le proposte che potrebbero diventare obbligatorie, installate delle telecamere che sorveglino ogni tappa del processo di macellazione.
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8. L'Iran vieta i circhi con gli animali selvaggi

animaux-cirque-petition-patrimoine-culturel-1Fonte: @AFP / Valery Hache

 

Dal 20 marzo 2016, i circhi con gli animali selvaggi sono vietati in Iran. Si tratta del 23° stato che intraprende questa direzione al fianco dell'Austria, il Belgio, la Danimarca, la Finlandia, l'India e il Messico. Per leggere la lista completa, cliccate qui.

 

9. Gli Stati Uniti verso la fine dei test di prodotti chimici sugli animali

Fonte: WeAnimals

 

Il 22 giugno, il presidente Barack Obama ha firmato una legge che permetterà di diminuire significativamente i testi di prodotti chimici sugli animali. In questo modo, verrà rivisto l'Atto di legge sul controllo delle sostanza tossiche (The Toxic Substances Control Act), che regolava da 40 anni la presenza e l'utilizzo di sostanze chimiche. In tale occasione, il Congresso americano si è detto favorevole per la ricerco e lo sviluppo di tecniche alternative.

 

10. Il Laos vieta le fabbriche di bile di orso e gli allevamenti di tigri

ferme-bile-ours-elevage-tigre-laos-1Fonte : 30 Millions d’Amis

 

In occasione della Conferenza internazionale sulle specie a rischio (la CITES) che si è svolta questo autunno a Johannesbourg, in Sud Africa, le autorità della Repubblica democratica del Laos hanno comunicato l’intenzione di chiudere le fabbriche di bile e gli allevamenti delle tigri.
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11. Lo zoo di Buenos Aires libera tutti gli animali

Fonte: Enrique Marcarian / Reuters

 

Lo scorso giugno, il comune di Buenos Aires, capitale dell'Argentina, ha annunciato la chiusura dello zoo e il ricollocamento degli animali in aree protette. Ormai da tempo, le associazioni denunciavano le condizioni di detenzione degli animali, costretti a vivere in installazioni vecchie e inadatte alle loro necessità, in pieno centro cittadino, all’incrocio tra le due vie di circolazione principali.
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12. Il Sudafrica vieta la caccia dei leopardi nel 2016

South-africa-leopard-ban-2Fonte: Maxisciences

Il 25 gennaio, il Governo del Sudafrica ha deciso di non rilasciare nessun permesso di caccia per i leopardi nel 2016.Stando alla Convenzione internazionale sul commercio delle specie selvagge a rischio (Cites), il Sudafrica ha il permesso di rilasciare fino a 150 licenze all'anno per la caccia dei leopardi da trofeo, destinati all'esportazione. Quest'anno nessuna licenza è stata rilasciata. Speriamo che il 2017 prenda l'esempio.
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13.  La California vieta gli spettacoli con le orche

Fonte: True Activist

 

Lo scorso 13 settembre, il governatore della California (Stati Uniti), Jerry Brown, ha approvato la legge a protezione delle orche (Orca Protection and Safety Act). Entrerà in vigore nel 2017, dopo anni di proteste per le orche temute in cattività e sfruttate negli spettacoli.

 

14. TripAdvisor boicotta il turismo a dorso di elefante

elephant-torture-entrainement-24Fonte: SethetLise

 

Passeggiare a dorso di elefante, nuotare con i delfini, incontrare le tigri… Lo scorso ottobre, TripAdvisor, il più grande sito di turismo al mondo, ha annunciato che non venderà più biglietti per attrazioni che nascondono torture e addestramenti all'insegna della sofferenza per gli animali.

 

15.  SeaWorld rinuncia al programma di riproduzione delle orche

Fonte: True Activist

 

Il parco acquatico di SeaWorld ha annunciato il 17 marzo di aver trovato un accordo con le associazioni per la salvaguardia animale Humane Society of the United States (HSUS) e che rinuncerà al programma di riproduzione delle orche in cattività.
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