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L’allevatore le ha spezzato le ossa, ma non la voglia di lottare. Oggi Sara vuole ricominciare

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Un salvataggio riuscito che non cancella la drammaticità di questa storia.

 

Lo scorso dicembre, l'associazione Passione San Bernardo, specializzata nel recupero di cani vittime di abusi, riceve una segnalazione su un allevamento sospetto in Puglia.

 

Inviati dei volontari locali sul posto, una coppia di San Bernardo viene scoperta all'interno di un capannone.

 

Alla vista dei due cani, i soccorritori restano con il cuore in gola. La femmina, in particolare, versa in condizioni difficili da descrivere.

 

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Sara, come verrà battezzata, pesava appena 22 kg, nonostante fosse adulta. Ma la grave denutrizione è il minore dei problemi; costole inclinate, ferite cutanee, orecchie rovinate, occhi infiammati e una tibia fratturata da settimane è quello che emerge da una visita veterinaria più approfondita.

 

Tragico resoconto di due anni di sevizie, maltrattamenti e molestie, che fanno scattare il sequestro degli animali.

 

Dopo un breve soggiorno in un rifugio di Bari, la quattro zampe intraprende il viaggio di 900 km che l'avrebbe condotta nella clinica veterinaria associata alla Onlus dove avrebbe ricevuto le prime cure.

 

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A Milano, alle 3 del mattino, è una volontaria, Emanuela a riceverla. Vedendo lo sguardo affranto dell'animale, il suo corpo emaciato e zoppicante, la donna è incapace di trattenere le lacrime.

 

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Per rispetto dell'animale, l'associazione ha preferito non divulgare le immagini del cane nei giorni immediati al salvataggio.

 

Invece, ha preferito mostrare le foto di Sara oggi, che da circa due settimane vive con la famiglia di prima accoglienza a casa di Chiara.

 

Anche se lento, il suo recupero fisico è costante, dando prova di quale sia il suo desiderio di vivere e superare i traumi dei primi anni di vita.

 

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Ma a commuovere maggiormente quanti le sono vicini nella riabilitazione è la sua innata dolcezza, mai spezzata dalla crudeltà di cui è stata vittima.

 

Per affrontare le spese mediche e l'intervento chirurgico alla gamba, l'associazione dovrà affrontare ingenti costi. Se siete stati colpiti anche voi dalla sua storia, potete aiutare Sara a guarire con un piccolo contributo, cliccando qui.

 

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Purtroppo, a causa dei traumi subiti, esiste la possibilità che la San Bernardo non torni completamente normale. Forse proprio per questo, merita di poter conoscere l'affetto e soprattutto, il rispetto di una famiglia.

 

Se state pensando di essere voi quella famiglia, potete contattare l'associazione recandovi qui.

 

Fonte & Immagini: Passione San Bernardo

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Elena Bissacco