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Koko, Il gorilla più famoso del mondo è morto nel sonno

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Martedì 19 giugno, Koko, il gorilla più famoso al mondo, ci ha lasciati all'età di 46 anni. Era famosa per aver dimostrato al mondo intero che l'empatia non era un sentimento solamente umano, ma poteva unire i nostri due mondi.

 

Fonte: The Gorilla Foundation

 

Quando aveva solo un anno, fu trasferita a Santa Cruz Mountains dallo zoo di San Francisco, dove era nata. Ed è stato proprio a Santa Cruz Mountains che incontrò la ricercatrice Francine Patterson, che insegnò a Koko il linguaggio dei segni americano (ASL). Patterson aiutò inoltre a fondare la The Gorilla Foundation, un'organizzazione che si è presa cura di Koko per la maggior parte della sua vita.

 

Koko divenne famosa per aver imparato più di 1000 segni e per capire più di 2000 parole in inglese. Ha dimostrato di essere cosciente di quello che le sta intorno e di se stessa, capace di riconoscersi allo specchio. Tutte qualità che l'hanno portata a comparire sulle copertine di tante riviste e a comparire di diversi documentari, incontrando così diversi attori, tra cui Robin Williams e Leonardo DiCaprio.

 

Francine e Koko. Fonte: The Gorilla Foundation

 

Nel 1974, Koko aveva anche un gattino, All Ball, era il suo regalo di  natale, che aveva chiesto ai guardiani attraverso il linguaggio dei segni. Portava in giro il piccolo All Ball come se fosse un bambino, sviluppando proprio un istinto materno verso il piccolo, cosa che ha reso la dipartita del gatto ancora più straziante. Quando le è stato comunicato che il suo gattino non c'era più, Koko ha incominciato a piangere e a disperarsi. Era in lutto.

 

Koko e All Ball. Fonte: Facebool/Great Apes Survival Partnership

 

Come riporta anche il sito americano The Dodo, The Gorilla Foundation ha dichiarato in un comunicato stampa in seguito alla morte di Koko:

 

La capacità di linguaggio e d'empatia di Koko ha aperto il cuore e le menti di tantissimi. Il suo impatto su di noi è stato veramente profondo e ciò che ci ha insegnato sulle emozioni dei gorilla e le loro abilità cognitive continuerà a portare avanti la ricerca.  

 

Nonostante tutte le barriere che è riuscita a superare nel corso della sua vita, Koko rimane una vittima della cattività, come molti altri primati. Era in sovrappeso, come riportano i suoi ormai ex custodi e ricercatori, a causa di una dieta non adatta a lei a base di cibo umano. Sostengono anche che alcuni periodi fosse depressa.

 

Fonte: The Gorilla Foundation

 

Nonostante questi ostacoli, la sua natura gentile e la sua capacità di abbattere le barriere tra umani e animali sarà ricordata per sempre.

 

Riposa in pace, Koko.

 

Fonte: The Dodo

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Louise Springham