In loro difesa Storie appassionanti

In Cina sempre più giovani si battono per la causa animale e rifiutano le tradizioni

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La Cina viene spesso giudicata per i suoi trattamenti a volte crudeli e inumani nei confronti degli animali. Che si tratti del festival di Yulin, dove migliaia di cani e di gatti vengono abbattuti ogni anno, della medicina tradizionale che alimenta il traffico di animali o delle condizioni deplorevoli degli zoo, la Cina finisce regolarmente sulle prime pagine di cronaca.

 

Una nuova percezione del mondo e dell'animale

Nonostante tutto, comincia a soffiare un vento di speranza, grazie alla nascita di una generazione più compassionevole nei confronti degli animali. I giovani cinesi sembrano essere più sensibili al cambiamento significativo nel rapporto tra l'animale e la sofferenza. Anche la mondializzazione e la globalizzazione sono responsabili di una visione più aperta sul mondo, sollevando nuovi interrogativi attorno al tema della protezione animale.

 

Inoltre, negli ultimi anni è stato constatato un aumento significativo del numero di animali domestici nelle zone urbane. Questo stabilisce un vero punto di rottura con la mentalità inculcata dalla rivoluzione culturale voluta da Mao Zedong tra il 1966 e il 1976. In quegli anni, gli animali erano considerati come inutili e i cani e i gatti da compagnia non rappresentavano nessun interesse. La violenta epidemia di scabbia, poi, verificatasi tra il 1980 e il 1990, non ha fatto altro che affossare ulteriormente la reputazione dei cani. Fino al 1993, infatti, a Beijing possedere cani era vietato.

 

Fonte: Jérôme Favre

 

Oggi, il cambiamento è notevole e i cani occupano un posto importante nelle vite dei giovani cinesi. Toby Zhang, membro dell'associazione AITI, è contento di quest'evoluzione, e dichiara:

 

La crescita del numero di proprietari di animali implica un aumento del numero di persone favorevoli alla protezione degli animali. Tuttavia, il fatto di amare gli animali non implica obbligatoriamente che vengano adottate le migliori maniere nei loro confronti. A volte, gli amici degli animali sono troppo estremi nelle loro manifestazioni di affetto, a danno degli animali stessi. 

 

Un cambiamento di priorità

La redistribuzione della ricchezza è un altro fattore determinante nel significativo cambiamento di mentalità. Una volta, essere ricchi in Cina significava trafficare avorio, apportando dunque considerevoli danni alla popolazione di elefanti. Ora, la Cina è pronta ad abbandonare questo mercato interno, che alimenta notevolmente il bracconaggio di pachidermi in Africa.

 

Peter Li, professore all'università di Houston-Downtown e specializzato in politica cinese alla Humane Society International, riassume:

 

Tra i giovani cinesi è sempre più diffusa la tendenza a non definire la ricchezza secondo i beni materiali. 

 

La partecipazione indiretta del governo

Peter Li sottolinea anche l'impatto reale che ha avuto la campagna anticorruzione guidata dal presidente Xi Jinping. Tale campagna, ha permesso di arginare il commercio delle pinne di squalo, la cui domanda è ancora molto altra tra la popolazione più anziana. Le zuppe di pinne di squalo sono considerate come un prodotto di lusso, solitamente preparate per corrompere diversi governatori. La pesca di squali, dunque, che serve principalmente a rispondere alla grossa domanda del mercato cinese, è ogni anno la causa di grossi massacri: 100 milioni di animali vengono pescati e massacrati. Il coinvolgimento delle autorità nella lotta contro la corruzione, però, ha permesso di ridurre del 70% la vendita delle pinne di squalo.

 

Fonte: Gary Stokes

La rimessa in causa delle tradizioni

Per molti anni, la medicina tradizionale cinese ha alimentato il traffico illegale di animali selvaggi. Pelle d'asino, bile di orso, squame di pangolino, ossa e pelliccia di tigre… tutti ingredienti che secondo le credenze popolari e la medicina tradizionale servono per guarire la febbre, le ulcere o addirittura curare i problemi di impotenza, nonostante alla base non vi sia nessun fondamento scientifico.

 

Fonte: Endangered species

 

Nonostante la popolazione più anziana continui a servirsene, i giovani se ne stanno lentamente distaccando. Mary Peng racconta:

 

Grazie ad una medicina che si affida a metodi certificati, si sta finalmente cominciando a realizzare che questi prodotti non hanno nessun fondamento affidabile. Ormai, esistono altri prodotti che garantiscono gli stessi risultati. La maggior parte di queste credenze popoplari sono radicate nella popolazione più anziana; per questo, è necessario un cambiamento generazionale per potersene sbarazzare. 

 

Una nuova generazione di attivisti

Questo cambiamento di mentalità si traduce con un importante sviluppo delle associazioni di salvataggio e protezione degli animali. Nel 1992, soltanto un'organizzazione cinese si era unita alla conferenza annuale organizzata dalla Humane Society e la Animals Asia. Oggi, sono 200 le associazioni che si battono per gli animali, e sono altrettanti i rifugi sparsi nella regione. Inoltre, il problema del benessere degli animali si è tradotto con la moltiplicazione di cliniche veterinarie. Mary Peng, fondatrice del Centre internazionale dei servizi veterinari,  spiega che oggi a Beijing si contanto 400 stabilimenti di questo tipo.

 

Fonte: Peter J. Li

 

Ormai, l'azione prevale sulla passività. All'inizio dell'anno, a Canton, diverse persone sono intervenute per salvare 800 cani destinati al macello. Alcuni abitanti della città sono intervenuti per bloccare il veicolo e hanno chiesto di vedere i libretti sanitari degli animali. L'autista, ovviamente sprovveduto di documenti, non ha avuto altra scelta che abbandonare "il carico". A quel punto, gli attivisti hanno proceduto con lo scarico del camion.

 

Anche la scuola gioca un ruolo considerevole. Oggi, il benessere dell'animale e la protezione delle specie selvatiche occupano un posto importante nell'educazione dei bambini cinesi. Grazie a loro, il cambiamento di mentalità si consoliderà e si verificherà il passaggio da una società che tollera il maltrattamento degli animali a una società cosciente della questione etica a proposito della sofferenza degli animali.

 

Dei passi in avanti, ma ancora molta strada da fare

Nonostante gli evidenti progressi della Cina in materia di protezione degli animali, non possiamo dimenticare i problemi che ancora la affliggono. La cattività, ad esempio, o l'aumento del numero di zoo o parchi marini. I parchi cinesi, ad esempio, non si fanno problemi a comprare delfini provenienti dalla baia di Taiji, in Giappone, nonostante questi animali vengano strappati dal loro habitat in condizioni estremamente traumatizzanti. Per non parlare di Pizza, l'orso rinchiuso in un centro commerciale che poco a poco stava cominciando ad impazzire. La strada è ancora lunga affinché la mentalità evolva completamente, non solo in Cina, ma anche nel resto del mondo.

 

 

Source : Mail Online

 

Fonte: National Geographic

 

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Elena Tinti