In loro difesa News

Il volto nascosto degli stivali UGG: le indagini svelano pecore brutalizzate per la loro lana

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L'organizzazione Peta (Per un trattamento egualitario degli animali) è stata la prima a scoprire e denunciare il maltrattamento delle pecore coinvolte nell'industria della lana in Australia, nel 2014. Le immagini, riprese da telecamere nascoste, mostravano un trattamento riservato agli animali che andava ben oltre l'abuso. All'epoca dello scandalo, uno dei rappresentanti dell'organizzazione militante, Daphna Nachminovitch, aveva affermato:

 

Le investigazioni di PETA dimostrano che non esiste – per quanto vorremmo che non fosse vero – qualcosa come "lana umana".

 

Attenzione: immagini difficili

 

ugg-peta-sheep-4Fonte: Peta2 Blog

 

Le orecchie degli agnelli vengono perforate, le loro code mozzate, i maschi castrati senza anestesia. Le pecore vengono ammassate in recinti minuscoli, private di cibo e acqua in modo tale da non avere la forza necessaria per sfuggire alla presa dei tosatori. Quando l'animale, spaventato, perde il controllo, gli operai lo atterrano premendo la testa e il collo con lo stivale. Non è raro che alcuni esemplari vengano lasciati morire dissanguati.

 

Purtroppo, le cose non sono cambiate da quella prima inchiesta.

 

In un video, pubblicato sulla pagina Facebook di Peta, il 12 novembre, l'associazione denuncia questa pratica puntando il dito contro l'Australia, l'America e l'Argentina. Le immagini riprendono i tosatori nell'atto di prendere a calci le pecore, gettarli contro le ringhiere e incidere la loro carne durante la tosatura. (Attenzione: immagini difficili)

 

The Ugly Truth Behind UGGsWhy UGGs are ugly, in under 60 seconds.

[WARNING: Graphic]

Posted by PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) on Saturday, 12 November 2016

 

Lo scopo principale del video era mostrare le sofferenze a cui sono sottoposte le pecore per produrre la lana destinata alle famose calzature del marchio americano Ugg, spiegando perché "Uggs are ugly" ("Gli UGG sono brutti", in inglese). Peta non ha rivelato il nome dell'allevamento, ma ha sottolineato che questa brutale realtà è comune a tutte le aziende produttrici di lana.

 

ugg-peta-sheep-1Fonte: UGG

 

L'organizzazione ha commentato sul proprio blog:

 

Ricorda: ogni acquisto di stivali UGG o altri prodotti di lana sostiene la crudeltà nei confronti di animali.

 

Un secondo video, intitolato "Uggs in 30 secondi" (Ugg in 30 Secondi), mostra ancora più nello specifico le violenze che gli ungulati devono sopportare. Attenzione: il video non è adatto a un pubblico sensibile.

 

 

Il cortometraggio spiega che i tosatori vengono pagati in base al volume della lana prodotta e non alle ore impiegate, portandoli a preferire un lavoro frenetico, incuranti del fatto che risulti più doloroso per gli animali.

 

ugg-peta-sheep-3Fonte: Jo-Anne McArthur

 

A seguire, sempre questo novembre, Peta ha anche pubblicato un articolo su un altro marchio di abbigliamento, il Canada Goose, noto per le giacche invernali. Le strade di New York sono state invase di recente da poster pubblicitari come quello sottostante, in prossimità dei luoghi dove verranno aperti dei nuovi negozi di questa marca.

 

ugg-peta-sheep-2Fonte:Peta

 

La pelliccia utilizzata nei cappotti proverrebbe da esemplari di coyote, catturati per mezzo di tagliole e morti congelati o dissanguati tra le peggiori sofferenze.

 

In risposta a questa faccia spesso nascosta della moda, PETA ha lanciato la campagna E tu chi stai indossando? (Who Are You Wearing?) per informare il pubblico su come vengono realizzati certi capi, e dando una spiegazione ancora più esaustiva attraverso alcuni video pubblicati nel suo sito.

 

L'associazione promuove da anni soluzioni alternative alla pelliccia di animale, ricordando che esistono materiali sintetici che possono adempiere la stessa funzione.

 

Immagine di copertina: Peta & UGG

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About the author

Mia Conradie