Macachi sfruttati per la raccolta delle noci di cocco

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I prodotti a base di noce di cocco hanno il vento in poppa al momento e sono diventati molto popolari in Occidente. Tuttavia, dietro l’immagine piuttosto alla moda di questi prodotti si nasconde una realtà drammatica per molte scimmie.

 

In effetti, i macachi a coda di maiale sono utilizzati dai piccoli produttori del Sud-Est Asiatico, che sono responsabili di più del 90% della produzione, per raccogliere le noci di cocco.

 

Fonte : Jeffer Sonscher

 

I primati maschi possono raccogliere fino a 1600 cocchi al giorno mentre sono 600 per le femmine, mentre gli umani riescono a malapena a raggiungere 80 cocchi giornalieri.

 

Alcune “scuole” si specializzano nella formazione dei macachi, che sono strappati dalla loro madre quando sono ancora molto piccoli – un trauma per i cuccioli. Queste scuole presentano l’addestramento come un divertimento per le scimmie. Una di queste, a Surat Thani, in Thailandia, è stata anche la protagonista di un documentario negli anni 90.

 

Fonte : Brad Florescu

 

Nelle immagini, uno dei fondatori della scuola afferma che “picchiare le scimmie è un peccato” ; l’ambiente dove vengono allevati è presentato come un luogo positivo. Sfortunatamente, il caso positvo questa scuola è molto lontano dalla realtà generale delle altre scuole.

 

Altri istituti si mostrano meno benevolenti verso gli animali, che considerano prima di tutto come manodopera gratuita e di cui disporre a proprio gradimento. Una di queste scuole ad esempio spiega sul suo sito internet :

 

Le scimmie sono forti, amano arrampicarsi, non soffrono di vertigini, non si lamentano, non protestano per salari più alti e non vengono corrotte. Non hanno bisogno di sindacati o di assicurazioni contro gli incidenti. Le scimmie possono essere considerati come “macchine viventi”, cosa inestimabile per i coltivatori di noci di cocco. 

 

Fonte : Michael Freeman

 

Le scimmie sono incatenate e passano le ore a raccogliere noci di cocco, che ovviamente non hanno il diritto di mangiare. Cosa ancora più preoccupante, il macaco a coda di maiale è considerata una specie vulnerabile dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, cosa che però non impedisce il loro sfruttamento.

 

E di fronte all’industria delle noci di cocco, vero colosso dal valore di 2,2 miliardi di dollari, ovvero poco meno di 1,9 miliardi d’euro, il benessere di queste scimmie sembra essere poca cosa.

 

Per evitare di partecipare indirettamente allo sfruttamento dei macachi, evitate i prodotti contenente noce di cocco.

 

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